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venerdì, 09 febbraio 2007

"Un film giapponese di... all'inizio degli anni '70"

È tanta la soddisfazione di avere amici famosi.
postato da: Disgustipated alle ore 14:09 | link | commenti (2)
categorie: consapevolezze
martedì, 16 gennaio 2007

Revolver

Ogni tanto capita di trovare una canzone che ti lascia senza fiato, per la sua bellezza leggera. Ecco, questo è uno di quei casi. Louise Attaque: se il pop fosse tutto così, non avremmo bisogno di ascoltare altro.

Sì, il titolo della canzone è Revolver.
postato da: Disgustipated alle ore 17:59 | link | commenti (1)
categorie: vibrazioni sonore
martedì, 26 dicembre 2006

A Natale tutto è possibile

Anche cantare Ricominciamo di Adriano Pappalardo sulla base di Toxicity.
postato da: Disgustipated alle ore 16:07 | link | commenti (3)
categorie: vibrazioni sonore
domenica, 24 dicembre 2006

Estratti radiofonici clandestini

Da Mentelocale del 22/12/06:

"oh, hai sentito la strage di Erba?"
"no! hanno bruciato un campo di maria!?"
"ma non scherzare, sto parlando.. hanno accusato il tunisino, capito? sbatti il mostro in prima pagina!"
"mostro... non era mica così brutto"
"vabbè, comunque l'hanno accusato ingiustamente"
"su questo sono d'accordo. cioè, lui era un grande statista!"
"ma se è un ex-spacciatore..."
"CRAXI UNO SPACCIATORE?!"
postato da: Disgustipated alle ore 12:13 | link | commenti (2)
categorie: affanni quotidiani, saltimbanchi

What's my age again

Visto che è la vigilia di Natale e siamo tutti più buoni, premierò i miei (scarsi) lettori con ben due post in un solo giorno. Peccato che il secondo (questo) serva a pubblicizzare il gruppo punk-rock-indiesnob-lofi-esistenziale di un post-adolescente che avrà 17 anni tutta la vita (il che vuol dire che sarà giovane in eterno o che morirà a 17 anni, fate voi). Intanto godetevi i fuck Jesus! ta(gl) conor.
postato da: Disgustipated alle ore 11:30 | link | commenti (3)
categorie: vibrazioni sonore, saltimbanchi
domenica, 10 dicembre 2006

I matti

Avete presente i pali e dispari, giusto? Massì, i due cistoni di Zelig che cos'hai mangiato l'ONU? c'hai l'alito che disarma. Ecco, quelli. In realtà sanno fare di molto meglio, come ho potuto constatare mercoledì sera allo spazio scenico PiM di Milano. Un posto abbastanza modesto, con pochi posti a sedere. Il che ovviamente non può che essere una nota positiva. Ma tralasciando le questioni architettoniche, lo spettacolo era veramente meritevole. Un esilarante crescendo di follia, discorsi (apparentemente?) privi di senso, scene surreali che nemmeno il miglior Moretti. Fino alla scena-chiave per l'interpretazione dell'opera che, lo ammetto, mi ha commosso (eh sì, sto proprio invecchiando). Con I matti di De Gregori sullo sfondo, a coprire lo sfogo disperato, inascoltato e inascoltabile per gli altri personaggi (matti come lui) di un Capsula (o Nucleo? non sono mai riuscito a ricordarmi chi dei due fosse chi) ai margini di un mondo di emarginati. Mondo di emarginati rappresentato in modo efficace e divertentissimo senza facili moralismi dal gruppo Favelas, di cui i due in questione sono la mente. Inoltre, a quanto ho capito, lo spettacolo dovrebbe variare ogni mercoledì sera, sulla base di un canovaccio comune. Verificherò appena possibile, visto il prezzo abbastanza accessibile (6 euro di biglietto più 2 di tessera, tipo ARCI ma meno caro insomma).

I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato.
postato da: Disgustipated alle ore 21:25 | link | commenti (3)
categorie: saltimbanchi
sabato, 18 novembre 2006

Nietzsche vuol dire dislessia

Perché ridi tantissimo quando il tuo prof di storia della filosofia moderna - dopo aver detto che scriverà il nome del buon Nietzsche alla lavagna per via della ben nota difficoltà che più o meno qualunque essere umano ha nello scrivere correttamente il suo nome (beh, non ha detto proprio così ma ci siamo capiti) - si alza, lo scrive e sbaglia a scriverlo!
postato da: Disgustipated alle ore 15:27 | link | commenti (1)
categorie: consapevolezze, università
martedì, 14 novembre 2006

#30

C'è un gruppo hip-hop che sfugge a qualsiasi classificazione (e già l'etichetta "hip-hop" gli starebbe stretta), gli Uochi Toki. I suddetti Uochi Toki pubblicano un disco dall'eloquente titolo "Uochi Toki". Questo disco contiene 81 tracce. Di queste 81 tracce, nessuna può vantare un titolo. Ed ecco perché, quando parliamo delle singole tracce di questo disco, non possiamo che riferirci a loro usando la dizione "#n" dove "n" è il numero della traccia in questione. Così recita la #30:

Mentre mangio un giorno mi suonano alla porta quattro tipi, blaterano insieme, non capisco niente, ancora prima che mi possa difendere dalle loro accuse mi trovo invischiato in una situazione di arresto kafkiana ma siccome non ho finito di leggere Il processo, allora non ho idea di come venirne fuori. Senza rime.

Ora, si potrebbe sollevare una serie infinita di interrogativi riguardanti il brano in questione e, più in generale, la cifra stilistica del gruppo. Ma questo post non si pone per niente questo scopo. Chi vuole intendere intenda.
postato da: Disgustipated alle ore 18:12 | link | commenti (2)
categorie: università
venerdì, 27 ottobre 2006

Stitichezza cronica

Non lasciatevi ingannare dal titolo, non ho intenzione di parlarvi dei problemi intestinali di cui potrei soffrire ma di cui in realtà non soffro, come dimostra il mio più o meno quotidiano appuntamento con la tazza (anche con quella del caffè, in effetti). L'argomento del post è un altro. Non mi sarei mai aspettato che a pochi chilometri da casa mia, in un ameno localino (ok, a Spaziomusica, Pavia, Lombardia, Italia) suonassero i Marta sui Tubi. Beh, non si finisce mai di sorprendersi. Fatto sta che proprio ieri sera mi sono recato al suddetto concerto. Ora, potrei parlarvi nel dettaglio di come si è svolta la serata da un punto di vista strettamente tecnico-musicale, ma non ne ho voglia e mi accontenterò di riassumerla con un poco raffinato giro di parole: i Marta sui Tubi spaccavo veramente il culo.

(Ah, per chi non l'avesse ancora capito "Stitichezza cronica" è il titolo di una delle loro canzoni più riuscite. Provare per credere.)
postato da: Disgustipated alle ore 12:31 | link | commenti (2)
categorie: vibrazioni sonore
martedì, 17 ottobre 2006

Ebbene sì

In un corso di laurea in scienze filosofiche si impara questo ed altro. Contro l'utopia scientista, il tacchino induttivista.

Esiste una storiella relativa alla critica all'induzione, la quale, pur originariamente pensata da Bertrand Russell, viene comunemente attribuita, nella sua forma più elaborata, a Karl Popper: è la storiella del “tacchino induttivista” . Popper descrive questa situazione: esisteva un tacchino in un allevamento al quale veniva portato il cibo sempre alle 9 di mattina. Il tacchino osservava dunque che qualsiasi giorno della settimana, che vi fosse stato il sole o il cattivo tempo, il cibo gli veniva portato sempre alla stessa ora. Da queste osservazioni ripetute e identiche in qualsiasi condizione meteorologica e che erano comuni per tutti i giorni della settimana, il tacchino applicò il metodo induttivo quando formulò la teoria seguente: “mi danno il cibo sempre alle 9 di mattina”. Tuttavia, alla vigilia di Natale, il tacchino constatò a sue spese il venire meno di questa regola: il tacchino venne ucciso e servito a tavola.

Fonte: http://www.filosofico.net
postato da: Disgustipated alle ore 21:25 | link | commenti (2)
categorie: consapevolezze