Avete presente i pali e dispari, giusto? Massì, i due cistoni di Zelig che cos'hai mangiato l'ONU? c'hai l'alito che disarma. Ecco, quelli. In realtà sanno fare di molto meglio, come ho potuto constatare mercoledì sera allo spazio scenico PiM di Milano. Un posto abbastanza modesto, con pochi posti a sedere. Il che ovviamente non può che essere una nota positiva. Ma tralasciando le questioni architettoniche, lo spettacolo era veramente meritevole. Un esilarante crescendo di follia, discorsi (apparentemente?) privi di senso, scene surreali che nemmeno il miglior Moretti. Fino alla scena-chiave per l'interpretazione dell'opera che, lo ammetto, mi ha commosso (eh sì, sto proprio invecchiando). Con
I matti di De Gregori sullo sfondo, a coprire lo sfogo disperato, inascoltato e inascoltabile per gli altri personaggi (matti come lui) di un Capsula (o Nucleo? non sono mai riuscito a ricordarmi chi dei due fosse chi) ai margini di un mondo di emarginati. Mondo di emarginati rappresentato in modo efficace e divertentissimo senza facili moralismi dal gruppo
Favelas, di cui i due in questione sono la mente. Inoltre, a quanto ho capito, lo spettacolo dovrebbe variare ogni mercoledì sera, sulla base di un canovaccio comune. Verificherò appena possibile, visto il prezzo abbastanza accessibile (6 euro di biglietto più 2 di tessera, tipo ARCI ma meno caro insomma).
I matti non hanno il cuore o se ce l'hanno è sprecato.